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Belluno
Belluno sorge in una posizione geograficamente felice, su un alto terrazzo naturale alla confluenza del torrente Ardo nel Piave. Il centro cittadino vi si dispone compatto, offrendo ambienti ben conservati, con importanti monumenti dei secoli XV e XVI, e ampi scorci panoramici.
Già sede paleoveneta, Belunum fu caposaldo romano e castrum bizantino, dotato di mura in epoca medievale. Nel 1404 iniziò il dominio della Serenissima, che ampliò l'orizzonte commerciale cittadino, stimolando la crescita urbana. I quattro secoli della pace veneziana furono interrotti da Napoleone, il cui Regno d'Italia dette tuttavia a Belluno una centralità amministrativa in qualità di capoluogo provinciale. Fu duro qui il bilancio delle due guerre mondiali: nel 1917-18 fu rioccupata dagli austriaci e i i nazisti la invasero nel 1943, trovando però pronta reazione nei suoi abitanti.
Anche se la provincia comprende l'intera fascia dolomitica a nord, davvero bellunese è soltanto il territorio presso il capoluogo, poco più ampio del tratto superiore della val Belluna. La valle è servita da due assi viabili: quello sulla destra del Piave è la statale 50 che collega Belluno a Feltre attraversando l'area economicamente più dinamica del territorio bellunese; sull'opposta sponda del fiume corre invece la provinciale che consente di apprezzare la bellezza del paesaggio.
Piazza dei Martiri
Baricentro della città è lo slargo detto Campedél, formatosi
nel primo '500 a nord delle mura e oggi intitolato ai caduti della resistenza.
Vi si affaccia la cinquecentesca chiesa di San Rocco, rimodernata
intorno alla metà del XIX secolo. Nell'attigua piazza Vittorio Emanuele
II, si fronteggiano il Teatro Comunale di Giuseppe Segusini (1835)
e il cinquecentesco palazzo Doglioni, e il palazzo Fulcis-De
Bertoldi, ricostruzione tardo-settecentesca di preesistenti edifici.

Santo Stefano
Da piazza Vittorio Emanuele II, in fondo al Campedel, i palazzi cinquecenteschi
di via Roma indirizzano alla chiesa di Santo Stefano, unica chiesa gotica
del Bellunese. All'interno tele di Cesare Vecellio e Francesco Frigimelica,
affreschi forse di Jacopo da Montagnana nella cappella Cesa,
dove è anche custodito un gruppo ligneo policromo quattrocentesco. Sull'arco
trionfale, una coppia di angeli di Andrea Brustolon. Risale al
1480 il chiostro, oggi incorporato all'adiacente intendenza di
Finanza.
Piazza del Mercato
In piazza Vittorio Emanuele II è la porta Doiona, principale
accesso alla città vecchia, con prospetto rinascimentale verso la piazza,
semplice fronte medievale in blocchi d'arenaria verso l'interno. Da
qui si passa in via Rialto che introduce in piazza del Mercato,
identificabile con il sito del foro romano. Vi si incontrano una
fontana del 1410, il palazzo dell'ex Monte di Pietà (1501),
adorno di stimi e iscrizioni e, di fronte, la gotica loggia dei Ghibellini
(1471), inglobata in un palazzo del XVI secolo.

Via Mezzaterra
Via Rialto prosegue in quello che fu l'asse mediano del castrum
e della città medievale. Deviando attraverso via Brustolon, si giunge
alla trecentesca chiesa di San Pietro, rifatta verso la metà
del XVIII sec. Al suo interno sono quattro ex portelle d'organo di Andrea Schiavone, pale
scolpite da Andrea Brustolon, e una Madonna di Sebastiano Ricci,
autore anche degli affreschi staccati e collocati nella cappella Fulcis.
Dall'attiguo Seminario gregoriano, attraverso via Santa Maria
dei Battuti, si giunge a porta Rugo, già parte delle mura
trecentesche ma rimaneggiate nel 1622. Da qui si può scendere a borgo
Piave, suggestivo quartiere fluviale con tratti d'impianto urbano
quattrocentesco, sorto come scalo per la fluitazione del legname.
Piazza del Duomo
Fulcro della vita politico-religiosa bellunese, è uno spazio fortemente
articolato e di carattere monumentale, riqualificato con interventi
architettonici cinquecenteschi. Prende nome dall'antico Duomo
(VII sec.), ora nella veste rifatta da Pietro Lombardo nel
1517; si deve a Filippo Juvarra il disegno dell'alto campanile
(68 metri), eretto nel 1732-43. L'interno, in stile rinascimentale,
conserva opere di Andrea
Schiavone, Cesare Vecellio, Jacopo Bassano e Palma il Giovane;
una coppia di statue attribuite a Tullio Lombardo; dipinti
di Gaspare Diziani.
Di fronte al Duomo è il Battistero, del 1520 ma trasformato nell'800,
con bel fonte battesimale sormontato da una statuetta di Andrea Brustolon.
Chiude il fronte nord della piazza la Prefettura, ospitata nel
palazzo dei Rettori (1491), che fu sede dei governanti veneziani.
Le tre arcate a destra sono state aggiunte nel 1536, la sovrastante
torre dell'Orologio è del 1549, mentre gli stimi sono per lo
più barocchi. La torre civica svetta sul vicino palazzo dei
Vescovi-Conti, la cui struttura originaria, del 1190, è irriconoscibile
per le numerose manomissioni.

Museo civico
Un po' arretrato rispetto alla piazza, il palazzo dei Giuristi
(1664) accoglie le collezioni storico-artistiche cittadine, arricchitesi
a partire dal 1873 su iniziali donazioni. Di grande interesse la
Pinacoteca, che accoglie numerose opere di maestri locali: dipinti
di Simon da Cusighe, Matteo Cesa, Bartolomeo Montagna, Giovanni Mel,
e ancora tele di Cesare Vecellio, Palma il Giovane e
Domenico Tintoretto. Di particolare rilievo il nucleo di opere che documenta
il lavoro di Sebastiano
Ricci. Tra gli scultori spicca Andrea Brustolon, nativo proprio
di Belluno. La sezione preistorica annovera reperti dal Paleolitico
medio all'età del Bronzo; la sezione archeologica infine comprende
materiale paleoveneto e romano.